La Regione – Quei Led sulla strada fanno risparmiare. ‘Ma sono troppo bianchi’

 

 Fonte: La Regione 26 febbraio 2018

Interi viali convertiti, con risparmi importanti e minore dispersione di luce. Dal 2009 DarkSky però avverte: lampade troppo ‘fredde’. Ora il cambio di rotta.

Costa un po’ di più, consuma nettamente meno. Il Led ha ormai conquistato anche le strade ticinesi, dove i vecchi lampioni stanno sempre più cedendo il passo alle nuove tecnologie. In parte perché le nuove lampade garantiscono risparmi energetici, in parte perché le lampade a vapori di mercurio non sono più in commercio e diventano quindi un incubo logistico quando si rompono. Attualmente questi vecchi lampioni costituiscono circa il 7% delle installazioni del comprensorio della Sopracenerina, il 30% di quello delle Aziende industriali di Mendrisio (Aim) e il 55% per le Aziende industriali di Lugano (Ail). Sono destinate a sparire. E diventeranno probabilmente Led.

Commento sull’articolo pubblicato sulla Regione del 26 febbraio 2018.

Bell’articolo, trovo preoccupante leggere che ci si vanti di aver ridotto il 34% dei consumi, malgrado abbia aumentato del 6% i punti luce, utilizzando per lo più luci fredde.
Significa che non hanno capito che se avessero voluto diminuire l’inquinamento luminoso, avrebbero dovuto ridurre i punti luce (e non aumentarli) e avrebbero dovuto proporre ai Comuni LED con tonalità di luce calda (inferiori ai 3000 Kelvin).
Sarebbe stato meglio risparmiare un po’ meno ma avere una luce di  qualità per l’ambiente e per la popolazione.

Stefano Klett, vicepresidente Dark-Sky Switzerland.

Ma l’inquinamento luminoso aumenta

Sulla rivoluzione non mancano comunque dubbi e qualche critica provenienti sia dalla popolazione – che trova alcune installazioni troppo abbaglianti o comunque troppo bianche – e in parte da chi si occupa di inquinamento luminoso (vedi anche sotto), che insiste sul fatto che il colore troppo blu delle lampade attualmente scelte arreca danno a uomini, flora e fauna, contribuendo inoltre a privare l’umanità del cielo stellato. Dal 2012 al 2016 l’inquinamento luminoso è cresciuto del 2% ogni anno, in parte proprio a causa del passaggio al Led. La spiegazione starebbe nel fatto che i risparmi realizzati con la conversione portino a installare nuove lampade dove non ve n’erano.

A spron battuto in Ticino

Intanto, come detto, la conversione è in corso anche alle nostre latitudini, con viali interi che vengono rinnovati nel giro di poco tempo. A Mendrisio, seguendo un piano d’illuminazione pubblica, entro il 2019 si conta di convertire al Led un ulteriore 30% degli impianti, raggiungendo così il 70% del totale, mentre nel Luganese la quota potrebbe nei prossimi anni toccare il 65 per cento.

«La tecnologia Led si è affermata nel ramo dell’illuminazione pubblica – rileva Dominique Ineichen, capoesercizio elettricità presso le Aim –. Le armature di questo tipo possiedono un buon rendimento, il flusso luminoso può essere ridotto e incrementato rapidamente, le ottiche che diffondono la luce sono performanti e i prezzi sono concorrenziali».

Prezzi concorrenziali e costi ridotti: la Società elettrica sopracenerina, ad esempio, dal 2011 al 2017, nonostante un aumento del 6% dei punti luce, vanta una riduzione dell’energia impiegata del 34%, pari ai consumi di 630 economie domestiche. «A livello tecnologico, il Led offre il miglior rapporto benefici-costi-sostenibilità – spiega Patrick Kuchler, responsabile dell’illuminazione pubblica presso la Ses –. Continueremo evidentemente a installarli, andando comunque di pari passo con le esigenze dei Comuni, che a volte devono effettuare scelte sulla base delle proprie finanze».

In Ticino non mancano poi progetti ambiziosi, come quello delle Ail a Sorengo dove la scorsa primavera 220 vecchie armature con lampade ai vapori di mercurio sono state sostituite da lampade Led collegate a un sistema di telegestione. Ciò permette di ridurre l’emissione di luce nelle fasce orarie di poco traffico, garantendo un ulteriore risparmio di elettricità e un minore disturbo della luce.

C’è però un dubbio rispetto alle tecnologie precedenti: «I Led son pur sempre un prodotto d’elettronica e per ora di impianti in funzione da 50mila ore (il limite di durata teorico, ndr) ce ne sono pochi – avverte Giampaolo Mameli, vicedirettore di Ail –. Bisogna considerare che, al momento di sostituire una lampadina, ci si possa quindi ritrovare a non avere pezzi di ricambio». Un po’ come avviene in altri ambiti dell’elettronica.

DarkSky: ‘Dal 2009 diciamo di usare luce calda’

Non è tutto buono quel che luccica. Anzi. L’allarme lanciato da DarkSky, l’associazione che veglia sull’inquinamento luminoso nel nostro Paese, è chiaro: nel mondo il passaggio al Led ha prodotto un aumento della luce dispersa nell’aria di due volte e mezzo. «Oltre che nell’eccessiva potenza di certi impianti – spiega Stefano Klett, responsabile della sezione ticinese di DarkSky –, il problema sta anche nel fatto che i Led scelti da chi monta illuminazione stradale hanno una componente importante di luce blu, che si diffonde maggiormente nell’atmosfera». Ciò crea una patina luminosa che oscura le stelle. Ma non solo: la luce blu può avere conseguenze sul sonno, così come sulla flora e sulla fauna (in particolare su pesci, uccelli, pipistrelli, anfibi e rettili), mentre l’effetto principalmente avvertito dall’occhio umano è quello dell’abbagliamento.

«Dal 2009 diciamo che per evitare fastidi, inquinamento e disturbi all’ecosistema è indispensabile montare solo Led con un colore arancione. Tecnicamente parlando si deve rimanere sotto i 3’000 gradi Kelvin. Purtroppo di norma in Ticino le lampade installate si aggirano attorno ai 4’300  (con una luce più bianca, ndr). Un Comune ha addirittura scelto la variante a 5’500». Scelte effettuate anni fa, fa notare Kuchler (Ses): «Ai tempi i Led con colorazione superiore ai 4’000 Kelvin avevano un’efficienza maggiore rispetto a quelli più ambrati».

Ora però l’argomento dell’efficienza non tiene più, visto che tra i due tipi di lampada la differenza di consumo è di circa 3 franchi per anno. E allora le cose stanno cambiando: la Sopracenerina, ci dice Kuchler, abbandonerà progressivamente i 4’000 Kelvin, mentre le Aziende municipalizzate di Mendrisio poseranno «principalmente delle armature a 3’000 Kelvin nei nuclei e nelle zone residenziali». Per le Aziende industriali di Lugano invece molto dipenderà dalla volontà politica dei 60 Comuni da loro serviti. Fermo restando che quanto installato rimane così.

Rete 1 – Magie di (troppe) luci aspettando il Natale: quanto consumano le varie illuminazioni?

Oggi desideriamo fare luce… sull’inquinamento luminoso in generale e sui consumi energetici delle varie luminarie e ghirlande natalizie esposte nei balconi, nei giardini e nelle vie e nelle piazze di città e paesi. Per una buona efficienza energetica è sicuramente meglio sapere cosa, perché, come e quanto illuminare ed allora nella consulenza odierna vi offriamo dei consigli su quali lampade e apparecchi a LED scegliere e acquistare e su come accendere, senza eccessi, il vostro Natale. Insomma, meno elettricità per una migliore luce.

» Magie di (troppe) luci aspettando il Natale: quanto consumano le varie illuminazioni?

 

Rete UNO – Millevoci: Mi illumino di… led?

C’è chi le vorrebbe dappertutto dentro e fuori dalla propria abitazione per ragioni estetiche, chi invece le vorrebbe in ogni strada e crocicchio in nome del risparmio energetico. C’è poi chi, invocando l’inquinamento luminoso, ritiene che l’illuminazione con lampade LED sia una scorciatoia troppo facile. Light Emitting Diode (diodo a emissione di luce) è questo il significato dell’acronimo diventato ormai di uso comune. Ma perché se ne parla tanto? Cosa si cela nell’ombra della fredda luce (o tiepida, a dipendenza del tipo) che ha ormai spodestato le vecchie lampade a mercurio? Viviamo un’epoca di luce perenne e più la tecnologia avanza meno ci costa illuminare a giorno strade, luoghi pubblici e monumenti. Al di là delle ovvie ragioni di sicurezza e di fruibilità dei luoghi in cui la luce è indispensabile, quali sono le ragioni di chi avanza perplessità sul modo di illuminare gli spazi aperti? Basterà la tecnologia LED a mettere tutti d’accordo o sarà invece una nuova sfida tra chi vuole che la notte sia buia e chi invece la vuole luminosa e “sicura”?

TIO/20Minuti:Usate le lampade LED, ma quelle a luce “calda”

È l’appello ai principali Comuni ticinesi lanciato da Dark-Sky: «La tonalità “fredda” porta a un aumento dell’inquinamento luminoso»

Il Luganese è più luminoso di Berna: A Lugano il problema dell’inquinamento luminoso è stato di recente affrontato anche dai Verdi, che sulla questione hanno inoltrato un’interrogazione all’Esecutivo cittadino. I firmatari dell’atto consiliare sottolineano che l’agglomerato urbano di Lugano (che conta 151 000 abitanti) è più luminoso di quello di Berna (410 000 abitanti). Al Municipio si chiede dunque quali misure si stiano prendendo per evitare un aumento dell’inquinamento luminoso.

LUGANO – Gli agglomerati urbani sono sempre più luminosi per colpa delle lampade LED. Anche in Ticino, dove svariati Comuni stanno adottando la nuova tecnologia per l’illuminazione pubblica. È per questo che di recente la sezione ticinese dell’organizzazione Dark-Sky ha inviato un appello alle autorità dei principali centri urbani del nostro cantone: «Il LED con una tonalità di luce “fredda” è dannoso e quindi da evitare». Sì, perché nella maggior parte dei casi le lampade LED adottate emettono una luce che presenta una componente blu molto più intensa del solito. «Si tratta di una tonalità dannosa per la natura, poiché si trasmette più facilmente nell’atmosfera» ci spiega Stefano Klett di Dark-Sky. «Si registra dunque un aumento dell’illuminazione – continua – che disturba gli animali notturni ma anche il ritmo sonno-veglia dell’essere umano».

Invito alla riflessione – L’introduzione della tecnologia LED è ancora in corso, quindi l’organizzazione invita alla riflessione: «Non vorremmo che, pur riducendo i consumi, si aumentasse la quantità di luce dispersa nell’ambiente» si legge nella lettera indirizzata ai Comuni. «Sul territorio di Lugano – ci dice ancora Klett – quasi tutti i LED sono a luce “fredda”, hanno fatto meglio a Orselina dove hanno optato per l’alternativa “calda”».

Una questione di efficienza – Ma per quale motivo la scelta cade piuttosto sui LED che emettono tonalità blu? «Riteniamo che sia una questione di mercato. Inoltre, questo tipo di lampada è leggermente più efficiente di quelle a luce “calda”. Ma solo leggermente» afferma l’esperto.

Alpi sempre più luminose – Il problema è che la luce blu risulta visibile a decine, se non a centinaia, di chilometri di distanza. L’introduzione di tale tecnologia su tutto il territorio porterebbe dunque a un forte aumento dell’inquinamento luminoso. Lo dimostra il nuovo atlante mondiale dell’illuminazione artificiale del cielo notturno del ricercatore Fabio Falchi: con un passaggio completo al LED bianco neutro, ampie zone in Svizzera risulteranno ulteriormente illuminate dalla luce artificiale e il limite minimo rispetto alla luminosità naturale nelle Alpi aumenterà dall’attuale 8% al 32%. Nelle città più illuminate, si parla invece di un incremento dall’odierno 1’020% al 2’050%.

L’inquinamento luminoso allo stato attuale.
La sostituzione di tutte le luci esterne con LED “freddi” porterebbe, rispetto al 2015, a un raddoppiamento della luminosità.
I LED a luce “fredda” sono poco più efficienti di quelli a luce “calda”.

 

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gazetta svizzera – Ci stiamo abbagliando con troppa luce e i LED sono una pessima soluzione…

Gli esperti di Cielobuio e Dark Sky, con in testa il fisico Fabio Falchi, esortano a cambiare direzione

gsLugano – “E la luce fu”, dalla genesi, la luce quale essenza stessa della spiritualità, non solo cristiana. Ma ben altra luce si sta riversando sul globo, su di noi, su piante e Animali: non quella proveniente dall’energia cosmica bensì dall’uomo. Luce artificiale immessa per utilità, per comodità, per divertimento. Per illuminare strade, quartieri, far funzionare strutture e apparecchiature, necessarie per la salute e la sicurezza.
Il risvolto negativo della “nostra” luce è il suo inutile eccesso: siamo invasi da illuminazione artificiale dispendiosa e dannosa. Lo dicono da anni gli studi scientifici e lo ribadisce il nuovo Atlante mondiale dell’inquinamento luminoso, realizzato da un gruppo di ricercatori internazionali guidato dal fisico Fabio Falchi, primo Autore.
Sia le autorità, sia noi cittadini, progettiamo e scegliamo l’illuminazione – pubblica e privata in modo errato: campi di calcio con potentissimi fari e lampioni che spargono luce in alto, musei e chiese illuminate tutta la notte, così come i centri commerciali con i loro parcheggi, le discoteche fuori città e tutti i luoghi di divertimento turistico. Una tale brillanza che dal basso raggiunge il cielo riesce a stordire e depistare stormi di volatili esausti, le piante non trovano riposo, le stelle spariscono.
E ora… arriva anche Natale, festività che dovrebbe ricordare la povera nascita di Gesù bambino, adornato della sola stella cometa, oggi invece sopraffatta dai bagliori emanate dall’albero di Natale, a rischio incendio per la quantità di luci e lucette di dubbia provenienza, le stesse che contornano ringhiere, grondaie, finestre e pareti della casa. Questa moda tutta americana della gara a chi illumina di più il Natale ha preso piede in Svizzera e in Italia, è uno dei business demenziali più in voga che diverte grandi e piccini. Che senso ha? Quali valori esprime una simile luminaria? Attraverso la “tomografia dell’inquinamento luminoso” Fabio Falchi dimostra quanto il Pianeta di notte sia invaso da brillanza artificiale.
Oltre alle piante e agli animali, è stata dimostrata la dannosità della luce artificiale anche per l’uomo poiché ne altera i cicli cicardiani, limitando la produzione di melatonina regolatrice del ritmo sonno-veglia, favorendo stress, stanchezza e anche tumori.
L’83% della popolazione mondiale, oggi, vive sotto un cielo inquinato e nel gruppo dei G20, l’Italia, insieme alla Corea del Sud, è la nazione più inquinata in assoluto: non ha più una zona salva, nemmeno le Alpi e la Sardegna.
In Svizzera e nel resto dell’Europa il problema brillanza sta aumentando: tutti vogliono illuminare tutto sempre di più, qualunque cosa, persino il proprio albero in giardino con inconsapevole crudeltà.
Di fronte a tanto scempio di luce – e di denaro pubblico e privato – si è trovato un apparente rimedio, appoggiato anche da frange di ecologisti: le lampadine LED a risparmio energetico. La questione LED è assai seria, tanto che due importanti Associazioni da anni in collaborazione sull’inquinamento luminoso – l’italiana Cielobuio cui presiede lo stesso Fabio Falchi e la svizzera Dark Sky – hanno dato l’allarme: i LED efficienti non sono la soluzione, anzi «raddoppieranno presto l’inquinamento luminoso».
Il nuovo Atlante sta facendo discutere a livello internazionale perché scopre la balordaggine del LED, come spiega a Gazzetta Svizzera Falchi: «La gran parte dell’inquinamento luminoso è dovuta al pubblico e al“grande” privato (industria e commercio). Il singolo, la gente, può fare molto per sensibilizzare i politici a livello locale affinché non rimangano abbagliati, letteralmente, dagli uomini del marketing degli illuminatori/ inquinatori. In particolare ora: stiamo assistendo ad un cambio repentino di tecnologia verso quella a LED, percepita dalla gente come ecologica. Invece, per come viene usata oggi, a parità di illuminazione, genera molto più inquinamento luminoso. Stiamo correndo il pericolo di buttare al vento l’occasione di rinnovare in maniera più sostenibile l’illuminazione pubblica. L’aumento di efficienza rischia, come sempre è avvenuto in passato per l’illuminazione, di far aumentare i consumi e, conseguentemente, l’inquinamento luminoso ancora di più». E all’interno delle nostre case? «Guardando agli effetti sulla salute, consiglio di usare il minimo indispensabile di luce, di scegliere lampade LED con temperatura di colore più bassa possibile (2700 K o meno, tonalità calda), di installare app che tolgano la parte blu dagli schermi dei tablet e smartphone (es. Twilight) e dai PC (es. Flux) quando tramonta il sole».
Noi, gente comune, cosa possiamo ancora fare, a cominciare dalle nostre scelte d’acquisto e comportamenti per contrastare l’inquinamento luminoso e il falso rimedio dei LED? Lo chiediamo al vice presidente Dark Sky Svizzera, l’ing. Stefano Klett: «Possiamo riflettere sul reale bisogno di illuminare giardini, piante, facciate. Spesso l’illuminazione LED viene venduta come ecologica perché, a parità di luce, consuma molto meno. Ma il marketing di chi vende LED induce allo stesso modo a raddoppiare anche le istallazioni. Ricordo da bambino, avevamo all’esterno un albero di Natale illuminato con a mala pena 6-7 lampadine, ora si vedono alberi natalizi che sembrano usciti da Las Vegas. Oltre all’aspetto dell’inquinamento luminoso, mi chiedo cosa c’entrino queste illuminazione bianche fredde con il Natale. Esorto a limitare la quantità di luminarie lasciando anche spazio al buio e a spegnere l’illuminazione da un certo orario per esempio dalle 22.00».
Queste Associazioni fanno molto nei rispettivi Paesi: in Svizzera è stata varato un regola- mento per ridurre l’inquinamento da luce (SIA 491), in Italia si sono spinte leggi e ordinanze per regolamentare l’illuminazione in Lombar- dia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio.
Un grido d’allarme forte e chiaro su cui tutti siamo chiamati a riflettere e a cambiare modo di agire, per lasciare il cielo come dovrebbe essere, buio.
lorefice.annamaria@nullgmail.com

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