

{"id":4361,"date":"2010-05-17T08:00:42","date_gmt":"2010-05-17T06:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.darksky.ch\/dsx\/it\/?p=4361"},"modified":"2016-10-21T21:21:50","modified_gmt":"2016-10-21T19:21:50","slug":"laregione-un-regolamento-per-salvare-la-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.darksky.ch\/dss\/it\/2010\/05\/laregione-un-regolamento-per-salvare-la-notte\/","title":{"rendered":"LaRegione: Un regolamento per salvare la notte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Cantone prende le misure al buio Una rete di sensori valuter\u00e0 l\u2019evoluzione dell\u2019inquinamento luminoso del cielo ticinese Intanto l\u2019autorit\u00e0 prevede di varare un regolamento vincolante sull\u2019illuminazione artificiale L.B.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/article6_1_01.jpg\"><br \/>\n<\/a> <a href=\"http:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/article18_1_01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4364\" src=\"http:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/article18_1_01-300x214.jpg\" alt=\"article18_1_01\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/article18_1_01-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/article18_1_01.jpg 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 85vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Inquinamento luminoso<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/article6_1_01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4363\" src=\"http:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/article6_1_01-300x259.jpg\" alt=\"article6_1_01\" width=\"300\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/article6_1_01-300x259.jpg 300w, https:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/article6_1_01.jpg 347w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 85vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">TI-PRESS Quando il troppo stroppia<\/p>\n<p>La lotta all\u2019inquinamento luminoso, attualmente affidata alla sensibilit\u00e0 dei singoli enti locali, potrebbe trovare in Ticino una base legale cantonale. Il Consiglio di Stato vuole infatti elaborare un regolamento capace di far applicare in modo \u00abpi\u00f9 sistematico\u00bb da parte dei Comuni le \u201cLinee guida\u201d pubblicate nel 2007 dal Dipartimento del territorio. Linee guida in cui si forniscono i principi per una corretta gestione dell\u2019illuminazione artificiale. Nel contempo la Sezione protezione aria, acqua e suolo (Spaas) ha gi\u00e0 dato avvio ad una campagna di misurazione a medio termine della qualit\u00e0 del cielo ticinese. Nei prossimi mesi saranno installati sul territorio cantonale una serie di rilevatori automatici in grado di misurare quanto la luce artificiale si sostituisca al naturale buio della notte. I dati cos\u00ec acquisiti \u2013 analogamente a quanto avviene per l\u2019ozono, le polveri fini ed altre sostanze inquinanti \u2013 saranno raccolti e diffusi dall\u2019Osservatorio ambientale della Svizzera italiana (Oasi).<\/p>\n<p><strong>Una base legale<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019idea di rendere pi\u00f9 vincolanti le linee guida elaborate tre anni or sono \u00e8 contenuta nel Rapporto cantonale sulla protezione dell\u2019ambiente approvato nel dicembre dello scorso anno dal governo ticinese. Un documento che per la prima volta prevede un capitolo interamente dedicato all\u2019inquinamento luminoso. Se il parlamento dovesse dare il via libera al rapporto, il Ticino sarebbe il primo cantone elvetico a darsi delle regole per la gestione delle luci artificiali.<\/p>\n<p>\u00abIl problema \u00e8 che linee guida non sono vincolanti e non hanno una base legale solida \u2013 spiega a \u2018laRegione\u2019 <strong>Alessandro Da Rold<\/strong>, collaboratore della Sezione protezione aria, acqua e suolo \u2013. La legge federale sull\u2019ambiente stabilisce che tutte le emissioni potenzialmente moleste devono essere limitate. Il problema \u00e8 per\u00f2 la definizione di \u201cmolesto\u201d\u00bb. In assenza di una normativa chiara a livello federale, i cantoni hanno dunque la facolt\u00e0 di elaborare proprie regolamentazioni. \u00abPer farlo vi sono due strade: creare un regolamento ad hoc oppure intervenire su tutte le leggi che toccano il campo dell\u2019illuminazione notturna \u2013 osserva Da Rold \u2013. Purtroppo le norme che concernono in qualche modo le emissioni luminose sono tantissime. Il Ticino si \u00e8 dunque orientato verso un regolamento unico. Prima di scriverlo, ovviamente, dobbiamo attendere che il Gran Consiglio valuti il rapporto sulla protezione dell\u2019ambiente. Se il plenum dovesse approvarlo, ci metteremo al lavoro. Non si tratter\u00e0 comunque di una norma complicata da scrivere siccome si baser\u00e0 sulle attuali linee guida\u00bb. Dopo il s\u00ec del Gran Consiglio, il regolamento potrebbe essere pronto entro un paio d\u2019anni.<\/p>\n<p>Misurare l\u2019oscurit\u00e0<\/p>\n<p>Nel frattempo sar\u00e0 gi\u00e0 verosimilmente operativa la campagna di misurazione del tasso di inquinamento luminoso voluta dal Territorio. \u00abIl nostro intento \u00e8 quello di misurare le variazioni della luminosit\u00e0 artificiale nel tempo \u2013 sottolinea Da Rold \u2013. Il progetto, sviluppato in collaborazione con Dark-Sky Ticino, \u00e8 attualmente in fase di pianificazione avanzata. Gli apparecchi, che non abbiamo ancora installato, saranno inizialmente piazzati nei luoghi pi\u00f9 sensibili al problema, ovvero gli osservatori astronomici\u00bb. Dopo la posa degli strumenti sar\u00e0 avviata la fase di test \u00abper essere sicuri che i dati misurati siano affidabili\u00bb.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 le difficolt\u00e0 di misurare il buio non sono indifferenti. Ad esempio i dati sulla luminosit\u00e0 del cielo dovranno essere messi in relazione alle condizioni meteorologiche: un cielo velato pu\u00f2 infatti diffondere le luci puntate verso l\u2019alto e quindi generare l\u2019impressione di un inquinamento luminoso maggiore di quello realmente esistente in quella zona. \u00abSembra semplice, ma per poter disporre di dati attendibili \u00e8 necessario tenere in considerazione numerosi fattori \u2013 rileva Da Rold \u2013. Fortunatamente nel caso della meteorologia siamo gi\u00e0 in possesso dei dati meteo necessari e l\u2019apparecchio di misura \u00e8 gi\u00e0 predisposto per la loro integrazione\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019archiviazione dei dati forniti dai misuratori sar\u00e0 garantita dalla banca dati dell\u2019Oasi, \u00abgi\u00e0 predisposta a questo scopo\u00bb, precisa Da Rold. La pubblicazione dei rilevamenti in tempo reale sul sito internet del Cantone, come avviene gi\u00e0 oggi per molte sostanze inquinanti, potrebbe per\u00f2 avvenire in un secondo tempo, poich\u00e9, spiega il collaboratore della Spaas, \u00abprima di metterli a disposizione, vorremmo poter disporre di un buon numero di misurazioni\u00bb.<\/p>\n<p>Una volta attivato, il progetto fornir\u00e0 nuove indicazioni sulla situazione del cielo ticinese dopo che nel 2005 uno studio promosso da Dark-Sky Ticino aveva fatto rilevare la scomparsa della notte dai cieli ticinesi. Mentre i centri cittadini \u201channo perso completamente l\u2019oscurit\u00e0\u201d si leggeva nel rapporto, persino sul Lucomagno \u2013 luogo pi\u00f9 buio di tutta la Svizzera \u2013 sarebbe possibile scorgere il chiarore degli agglomerati urbani.<\/p>\n<p><strong>Che cos\u2019\u00e8<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019inquinamento luminoso \u00e8 generato dalla dispersione verso l\u2019alto di luce artificiale durante le ore notturne. Fra le conseguenze dirette vi sono la diminuzione del numero di stelle visibili da terra, lo spreco di energia elettrica, problemi di sicurezza stradale, influssi sulla salute delle persone e alterazioni dell\u2019ecosistema. \u00c8 possibile prevenire questi effetti evitando, ad esempio, di installare lampade superflue ed eliminando quelle non pi\u00f9 funzionali, utilizzando impianti a ridotto consumo energetico e dotati di schermatura per dirigere la luce nel luogo esatto da illuminare, orientando i fasci di luce dall\u2019alto al basso e limitando l\u2019illuminazione artificiale al solo periodo in cui \u00e8 necessaria.<\/p>\n<p><strong>Luci moleste, \u2018Il Ticino avanti rispetto alla Svizzera interna\u2019<\/strong><\/p>\n<p>Sono una decina i casi aperti presso la Sezione della protezione aria, acqua e suolo (Spaas) del Dipartimento del territorio riguardanti illuminazioni eccessive. In realt\u00e0 le segnalazioni giunte alla Spaas sarebbero molte di pi\u00f9, tuttavia \u00abparecchi casi li abbiamo risolti bonalmente, andando a parlare con l\u2019inquinatore\u00bb, che non di rado \u00e8 un ente pubblico, spiega <strong>Alessandro Da Rold<\/strong>. \u00abI Comuni stessi, con l\u2019illuminazione stradale, sono i primi inquinatori; non lo fanno per cattiva volont\u00e0, semplicemente quello dello spreco d\u2019energia \u00e8 un problema che in passato nessuno si era posto\u00bb. Un tema, l\u2019inquinamento luminoso, su cui i ticinesi sembrano essere pi\u00f9 sensibili rispetto ai concittadini confederati. La sensazione \u00e8 che in Ticino, una volta presa coscienza del problema, le cose siano evolute a ritmo spedito. \u00abNel 2007 abbiamo pubblicato le \u201clinee guida cantonali\u201d per una corretta gestione dell\u2019illuminazione. In seguito si sono eseguiti numerosi interventi puntuali. Da quanto posso constatare dialogando con i colleghi della Svizzera interna, su questo tema il nostro cantone \u00e8 davvero all\u2019avanguardia\u00bb. Bench\u00e9 siano pochi i Comuni ticinesi ad aver implementato le linee guida tramite ordinanze, \u00abmolti enti locali le fanno comunque rispettare\u00bb. Non solo i Municipi, ma anche la popolazione a sud delle Alpi sembra essere pi\u00f9 sensibile al tema. Tanto che Da Rold ipotizza che riguardo l\u2019eccessiva illuminazione \u00abpotrebbe prodursi un fenomeno simile a quanto successo con le radiazioni non ionizzanti delle antenne di telefonia mobile: il Ticino \u00e8 infatti l\u2019unico cantone ad aver approvato un regolamento d\u2019applicazione dell\u2019ordinanza federale in materia. Sul tema, la popolazione ticinese si \u00e8 dimostrata molto attenta e negli scorsi anni sono aumentate le proteste\u00bb. Movimenti popolari che iniziano solo ora a farsi sentire al di l\u00e0 del Gottardo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/2010-05-17_LaRegione_Prima.pdf\" target=\"_blank\">2010-05-17 LaRegione prima<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.darksky.ch\/dss\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/2010-05-17_LaRegione.pdf\" target=\"_blank\">2010-05-17 LaRegione<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Cantone prende le misure al buio Una rete di sensori valuter\u00e0 l\u2019evoluzione dell\u2019inquinamento luminoso del cielo ticinese Intanto l\u2019autorit\u00e0 prevede di varare un regolamento vincolante sull\u2019illuminazione artificiale L.B. 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