

{"id":9891,"date":"2018-08-27T17:28:11","date_gmt":"2018-08-27T15:28:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.darksky.ch\/dsx\/?p=9891"},"modified":"2025-05-30T16:27:04","modified_gmt":"2025-05-30T14:27:04","slug":"azione-tramontata-e-la-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.darksky.ch\/dss\/it\/2018\/08\/azione-tramontata-e-la-notte\/","title":{"rendered":"Azione: Tramontata \u00e8 la notte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Inquinamento luminoso &#8211; Fino a quando potremo ancora vedere le stelle?<\/strong><br \/>\n\/ 27.08.2018<br \/>\ndi Jonas Marti<br \/>\nUna notte di gennaio del 1994 le luci di Los Angeles si spensero improvvisamente. Un terremoto aveva provocato un gigantesco blackout. La conseguenza fu una raffica di telefonate allarmate alla polizia, con i cittadini preoccupati che riferivano di vedere \u00abuno strano cielo dopo il terremoto\u00bb. Gli abitanti di Los Angeles avevano visto la Via Lattea, per la prima volta.<\/p>\n<p>Addio notte, addio stelle. \u00abUbriacarsi a grandi sorsate del cielo notturno\u00bb, come dicevano i poeti francesi, oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile. In alcuni luoghi addirittura impossibile. Le luci artificiali ci hanno rubato l\u2019ancestrale oscurit\u00e0. E negli ultimi anni la superficie illuminata del nostro pianeta \u00e8 cresciuta di quasi il dieci per cento. Mai come oggi ogni cosa \u00e8 illuminata: sul nostro comodino, nei nostri salotti, fuori per le strade, con i lampioni, le vetrine e le pubblicit\u00e0. Forse abbiamo esagerato, dice qualcuno. E la nera notte rischia di sparire per sempre.<\/p>\n<p>In diversi non sono riusciti a vedere bene la recente eclissi lunare, nemmeno con il cannocchiale. E alzi la mano chi, la notte di San Lorenzo, \u00e8 riuscito a osservare le stelle dal proprio balcone o dal proprio giardino, senza fuggire dai centri abitati, in montagna, o almeno in collina. Ma anche l\u00ec, il nero del cielo non era poi cos\u00ec nero.<\/p>\n<p>In Svizzera &#8211; dice la International Dark-Sky Association, la principale organizzazione internazionale di lotta contro l\u2019inquinamento luminoso \u2013 \u00e8 rimasto solo un luogo considerato \u00abincontaminato\u00bb: un piccolo quadratino nella zona della Greina. In tutto il resto del territorio nazionale le tenebre sono state definitivamente sconfitte. Da oltre venti anni sull\u2019Altipiano non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nemmeno un chilometro quadrato nell\u2019oscurit\u00e0 totale, lamentava qualche tempo fa Dani\u00e8le Hofmann dell\u2019Ufficio federale dell\u2019ambiente. Mentre l\u2019ultimo paese che aveva resistito senza illuminazione pubblica, Surrein nel Canton Grigioni, ha infine ceduto alle lusinghe della luce e ha installato recentemente una cinquantina di lampioni.<\/p>\n<p>Le onde prodotte dai centri urbani non conoscono ostacoli e si propagano molto lontano, spiega Stefano Klett, instancabile protettore del cielo notturno, vice presidente di Dark-Sky Switzerland e fondatore della sezione in lingua italiana: \u00abL\u2019inquinamento luminoso che provochiamo \u00e8 visibile oltre i cento chilometri di distanza. Un esempio: se vado al Lucomagno e guardo verso sud vedo l\u2019alone della Lombardia\u00bb.<\/p>\n<p>Per rendersene conto basta osservare il bordo sinistro di una banconota da venti franchi. Se la piegate leggermente, ci vedrete riflessa la cartina della Svizzera. \u00c8 la mappa dell\u2019inquinamento luminoso. Se per\u00f2 non volete strizzare gli occhi, ci sono altre mappe, pi\u00f9 grandi e leggibili. Come quella elaborata sempre da Dark-Sky Switzerland, dove la Svizzera appare quasi interamente gialla e verde, con le zone critiche, gli agglomerati urbani, colorate in rosso. \u00abFacendo i dovuti conti, possiamo dire che nella maggior parte del territorio le stelle sono pi\u00f9 che dimezzate in rapporto al cielo naturale. Scendendo invece dalle valli verso le zone urbane si vedono invece unicamente i pianeti e le stelle pi\u00f9 brillanti\u00bb, dice Klett.<\/p>\n<p>E nella Svizzera italiana? In Ticino ci sono sono tredici stazioni di misurazione distribuite sul territorio, uno dei primi network automatizzati in Europa per l\u2019analisi dell\u2019inquinamento luminoso. Il picco di luce \u2013 non sorprende \u2013 \u00e8 nel Mendrisiotto, incuneato in una delle zone pi\u00f9 luminose al mondo, la Pianura Padana. Al secondo posto in classifica c\u2019\u00e8 invece Lugano (con 9191 punti luce, di vario tipo e potenza), seguito da Locarno e Bellinzona. E infine ci sono le valli. Ovunque lampioni, facciate illuminate, insegne luminose.<\/p>\n<p>Eppure qualcosa si comincia a fare. Il primo comune a dotarsi di una regolamentazione per ridurre l\u2019inquinamento luminoso \u00e8 stato Coldrerio, nel 2007, con un\u2019ordinanza municipale che fece molto parlare perch\u00e9 fu la prima in tutta la Svizzera. Dalle 24 alle 6 dovevano essere spente tutte le illuminazioni, comprese le vetrine dei negozi. Oggi diversi comuni si sono dotati di una legge, pi\u00f9 o meno severa. Ma secondo alcuni si pu\u00f2 e si deve fare di pi\u00f9. In una interrogazione dell\u2019anno scorso rivolta dai Verdi al Municipio di Lugano si legge che \u00abl\u2019inquinamento luminoso prodotto dall\u2019agglomerazione di Lugano, con i suoi 151mila abitanti \u00e8 maggiore di quello dell\u2019agglomerazione di Berna, con 410mila abitanti.\u00bb<\/p>\n<p>La spiegazione di Klett: \u00abIn Ticino si vuole illuminare tutto. \u00c8 una tendenza che si ritrova nei cantoni latini, anche in questo caso meno attenti all\u2019ambiente rispetto a quelli tedeschi. Prendiamo Bellinzona e San Gallo. Dalle immagini satellitari notturne San Gallo, che \u00e8 pi\u00f9 popolosa di Bellinzona, in pratica non si vede. Bellinzona \u00e8 invece ben visibile. Certo: ci sono i castelli. Ma \u00e8 davvero necessario illuminarli tutta la notte? A quella potenza?\u00bb<\/p>\n<p>Monumenti a parte, dicono gli esperti, il vero nemico mangiabuio sono i nuovi lampioni con luce LED fredda, che sempre pi\u00f9 spesso stanno sostituendo quelli tradizionali. Gli elogi sulle qualit\u00e0 rivoluzionarie di questi diodi elettroluminescenti non si contano: consumano 20 volte meno energia e hanno una durata 100 volte superiore alla lampadina a incandescenza. Un sogno ecologista, senza dubbio, che per\u00f2 sta aggravando l\u2019inquinamento luminoso. Il LED freddo emette un picco di luce blu che, per ragioni fisiche, si diffonde pi\u00f9 facilmente nel cielo rispetto alle luci calde che tendono verso il rosso. Molte autorit\u00e0 comunali in Svizzera si dicono consapevoli delle sue controindicazioni, ma intanto se ne continuano a installare. Anche qui, secondo Stefano Klett, basterebbe poco.<\/p>\n<p>\u00abIn Arizona ci sono citt\u00e0 come Phoenix e Tucson, abitate da centinaia di migliaia di abitanti. Hanno installato i LED a luce calda, e da vedere dall\u2019alto non sembrano cos\u00ec popolate. L\u2019inquinamento luminoso \u00e8 basso e infatti nella regione ci sono osservatori astronomici molto rinomati. L\u00ec si \u00e8 trasferito anche il telescopio del Vaticano, fuggito dai cieli inquinati d\u2019Europa\u00bb. Senza contare che la luce blu \u00e8 quella che ha pi\u00f9 impatto sulla salute di uomini e animali. Inibisce la produzione di melatonina, un ormone cruciale per il nostro ciclo biologico. Ed \u00e8 disastrosa per molti insetti notturni, che dipendono dall\u2019oscurit\u00e0 e dalla luce naturale per orientarsi, nutrirsi e riprodursi.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 un sogno. Un\u2019utopia. Ma Stefano Klett continua con la sua battaglia. \u00abBasterebbe spegnere le luci. E l\u2019inquinamento luminoso sparirebbe all\u2019istante. Se, per altri inquinamenti come quello dell\u2019aria, elimino le energie fossili ci vuole ancora tempo per risanare l\u2019ambiente. Se elimino le fonti di luce artificiale, il risanamento \u00e8 invece istantaneo\u00bb.<\/p>\n<p>Spegnere la luce, e riaccendere le stelle. Per guardare in alto e capire che lass\u00f9 c\u2019\u00e8 un intero universo, e noi non siamo altro che un piccolo pezzetto di terra sospeso nel mezzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&gt;&gt; <a href=\"https:\/\/www.azione.ch\/cultura\/dettaglio?tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&amp;tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&amp;tx_news_pi1%5Bnews%5D=9226&amp;cHash=39643daf0855fd6ac77016a31e3c89b3\">Articolo Azione<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inquinamento luminoso &#8211; Fino a quando potremo ancora vedere le stelle? \/ 27.08.2018 di Jonas Marti Una notte di gennaio del 1994 le luci di Los Angeles si spensero improvvisamente. Un terremoto aveva provocato un gigantesco blackout. 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