In evidenza

Università di Berna – L’inquinamento luminoso minaccia l’impollinazione

La luce artificiale disturba gli insetti notturni in impollinazione sulle piante e riduce il numero di semi e di frutti prodotti. Questa perdita di impollinazione notturna non può essere compensata da impollinatori diurni. Le piante vengono quindi alterate nella loro riproduzione, lo hanno dimostrato per la prima volta uno studio presso l’Università di Berna.

» Lichtverschmutzung bedroht die Bestäubung (Comunicato stampa ufficiale)

» Traduzione del comunicato tramite google translator

Alla base di queste dichiarazioni stampa una pubblicazione scientifica della docente Dr. Eva Knop  et al. un Nature. Che ha tenuto una presentazione sul tema presso la nostra ultima nostra Assemblea Generale.

» Nocturnal pollinators go dark under street lamps (engl.)

Rete UNO – Millevoci: Mi illumino di… led?

C’è chi le vorrebbe dappertutto dentro e fuori dalla propria abitazione per ragioni estetiche, chi invece le vorrebbe in ogni strada e crocicchio in nome del risparmio energetico. C’è poi chi, invocando l’inquinamento luminoso, ritiene che l’illuminazione con lampade LED sia una scorciatoia troppo facile. Light Emitting Diode (diodo a emissione di luce) è questo il significato dell’acronimo diventato ormai di uso comune. Ma perché se ne parla tanto? Cosa si cela nell’ombra della fredda luce (o tiepida, a dipendenza del tipo) che ha ormai spodestato le vecchie lampade a mercurio? Viviamo un’epoca di luce perenne e più la tecnologia avanza meno ci costa illuminare a giorno strade, luoghi pubblici e monumenti. Al di là delle ovvie ragioni di sicurezza e di fruibilità dei luoghi in cui la luce è indispensabile, quali sono le ragioni di chi avanza perplessità sul modo di illuminare gli spazi aperti? Basterà la tecnologia LED a mettere tutti d’accordo o sarà invece una nuova sfida tra chi vuole che la notte sia buia e chi invece la vuole luminosa e “sicura”?

TIO/20Minuti:Usate le lampade LED, ma quelle a luce “calda”

È l’appello ai principali Comuni ticinesi lanciato da Dark-Sky: «La tonalità “fredda” porta a un aumento dell’inquinamento luminoso»

Il Luganese è più luminoso di Berna: A Lugano il problema dell’inquinamento luminoso è stato di recente affrontato anche dai Verdi, che sulla questione hanno inoltrato un’interrogazione all’Esecutivo cittadino. I firmatari dell’atto consiliare sottolineano che l’agglomerato urbano di Lugano (che conta 151 000 abitanti) è più luminoso di quello di Berna (410 000 abitanti). Al Municipio si chiede dunque quali misure si stiano prendendo per evitare un aumento dell’inquinamento luminoso.

LUGANO – Gli agglomerati urbani sono sempre più luminosi per colpa delle lampade LED. Anche in Ticino, dove svariati Comuni stanno adottando la nuova tecnologia per l’illuminazione pubblica. È per questo che di recente la sezione ticinese dell’organizzazione Dark-Sky ha inviato un appello alle autorità dei principali centri urbani del nostro cantone: «Il LED con una tonalità di luce “fredda” è dannoso e quindi da evitare». Sì, perché nella maggior parte dei casi le lampade LED adottate emettono una luce che presenta una componente blu molto più intensa del solito. «Si tratta di una tonalità dannosa per la natura, poiché si trasmette più facilmente nell’atmosfera» ci spiega Stefano Klett di Dark-Sky. «Si registra dunque un aumento dell’illuminazione – continua – che disturba gli animali notturni ma anche il ritmo sonno-veglia dell’essere umano».

Invito alla riflessione – L’introduzione della tecnologia LED è ancora in corso, quindi l’organizzazione invita alla riflessione: «Non vorremmo che, pur riducendo i consumi, si aumentasse la quantità di luce dispersa nell’ambiente» si legge nella lettera indirizzata ai Comuni. «Sul territorio di Lugano – ci dice ancora Klett – quasi tutti i LED sono a luce “fredda”, hanno fatto meglio a Orselina dove hanno optato per l’alternativa “calda”».

Una questione di efficienza – Ma per quale motivo la scelta cade piuttosto sui LED che emettono tonalità blu? «Riteniamo che sia una questione di mercato. Inoltre, questo tipo di lampada è leggermente più efficiente di quelle a luce “calda”. Ma solo leggermente» afferma l’esperto.

Alpi sempre più luminose – Il problema è che la luce blu risulta visibile a decine, se non a centinaia, di chilometri di distanza. L’introduzione di tale tecnologia su tutto il territorio porterebbe dunque a un forte aumento dell’inquinamento luminoso. Lo dimostra il nuovo atlante mondiale dell’illuminazione artificiale del cielo notturno del ricercatore Fabio Falchi: con un passaggio completo al LED bianco neutro, ampie zone in Svizzera risulteranno ulteriormente illuminate dalla luce artificiale e il limite minimo rispetto alla luminosità naturale nelle Alpi aumenterà dall’attuale 8% al 32%. Nelle città più illuminate, si parla invece di un incremento dall’odierno 1’020% al 2’050%.

L’inquinamento luminoso allo stato attuale.
La sostituzione di tutte le luci esterne con LED “freddi” porterebbe, rispetto al 2015, a un raddoppiamento della luminosità.
I LED a luce “fredda” sono poco più efficienti di quelli a luce “calda”.

 

Articolo 20Minuti in PDF

Link articolo TIO

ETiConforma paper: Grazie ai LED anche nelle zone di montagna il cielo presto scomparirà

Stefano Klett
Vice-Presidente Dark-Sky Switzerland

L’importanza di salvaguardare il cielo stellato Al primo approccio, per rapporto ad altri problemi sembra un problema poco rilevante. Cosa, la luce inquina? Ma da quando in qua? Ma se la colonizzazione dei LED freddi continua, un aumento repentino dell’inquinamento luminoso, anche nelle zone meno colpite da questo fenomeno, sarà inevitabile. Il motivo è da ricercare dal fatto che i LED utilizzati oggi hanno una tonalità di luce molto fredda che tende verso il BLU. Il BLU si disperde più facilmente nell’atmosfera, proprio per questo motivo il cielo diurno è BLU. Di conseguenza la luce di queste lampade risulta visibile a centinaia di chilometri di distanza.

La luce ricca di BLU è assolutamente da evitare

Oltre ai problemi citati in precedenza, ci sono diversi studi che dimostrano che la maggior parte degli esseri viventi (uomo, animali e piante) sono molto più sensibili alla luce BLU e che sono parecchi i problemi creati alla natura dai LED freddi. Le mappe dell’inquinamento luminoso, mostrano: una (tinyurl.com/CHIL2015) la situazione dell’inquinamento luminoso nel 2015 (luminanza artificiale del cielo in rapporto a quella naturale) la seconda (tinyurl.com/CHIL2015LED) è una simulazione che mostra cosa succederebbe se dovessimo sostituire tutte le luci con LED freddi. Dalla simulazione si vede bene, che le zone con il cielo più buio nelle nostre montagne sparirebbero e che in tutte le zone si assisterebbe ad un aumento impressionante della luminanza del cielo.

Le città ticinesi sono le più luminose

Se si confrontano alcune città, sulla mappa dell’inquinamento luminoso Svizzera (www.darksky.ch/ti), si vede chiaramente che a parità di abitanti, le città ticinesi risultano essere più luminose che in svizzera tedesca. Confrontiamo Lugano a S. Gallo oppure Bellinzona e Locarno con Coira, la differenza è impressionante, ma questo vale per tutte le località. Sarebbe ora che anche in Ticino ci si impegnasse per fermare questo continuo aumento di luce inutile.

Quindi?

Quindi è assolutamente necessario che il cantone e i comuni impongano il rispetto delle “linee guida cantonali per la prevenzione dell’inquinamento luminoso” (2007) e della Norma SIA 491 (Società degli ingegneri e degli architetti). E che si imponga un utilizzo di LED caldi con temperature inferiore ai 3’000 K, come è del resto il caso per l’utilizzo dei LED per casa. Verificate personalmente il valore in “K (Kelvin)” delle lampadine che trovate nei supermercati, hanno una temperatura di 2’700 K, perché? Installare lampade LED calde anche per l’illuminazione esterna oggi è possibile

Articolo in PDF