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Cavaliere della notte 2016

Splendido, memorabile e solenne.

20 anni di Dark-Sky Switzerland

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Ritter der Nacht

Il 18 Novembre 2016 Dark-Sky Switzerland ha festeggiato a Zurigo con una sessantina di ospiti il proprio ventesimo giubileo. E ha attribuito il premio  «Cavaliere della Notte» all’ufficio dell’ambiente urano, rappresentato dal  Dr. Alexander Imhof. Nell’ambito del progetto di costruzione turistica presso Andermatt (Sawiris’ «Chedi»), hanno infatti emesso delle norme specifiche e hanno elaborato un metodo di verifica delle emissioni di luce. Per il Laudatio abbiamo avuto l’onore di avere Moritz Leuenberger come interprete d’eccezione.

È stato un evento di successo con i nostri membri, numerosi rappresentanti di organizzazioni ambientaliste e numerose pedonalità politiche del canton Uri ma anche di altri cantoni e dall’estero.

Moritz Leuenberger ci ha colpito con forza e suggerimenti linguistici, l’umorismo e lo spirito e motivato.

Alexander Imhof ha meravigliosamente messo a punto il tema del cavaliere con serietà e divertimento e gioito visibilmente sul riconoscimento.

Manuel Hebeisen ha suonato con sentimento .

Dark Sky Svizzera ha fatto di tutto per mettere gli ospiti a proprio agio.

Il Film dell’evento (in tedesco)

Le Foto dell’evento

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Il monitoraggio della luce presso Andermatt

Il comunicato sampa

Die Festschrift hielt das Ereignis noch einmal als Andenken für Alle fest und wurde von Marianne Biedermann geschrieben und dann auch in den andern Sprachen an die Mitglieder versandt.

Il foglio commemorativo «del Cavaliere della Notte 2016» (pdf)

RSI RETE UNO – Lugano è “troppo luminosa”

Lo sostengono i consiglieri comunali dei Verdi, secondo cui bisognerebbe seguire piani come quello di San Gallo

rsiLa luminosità di Lugano per alcuni è eccessiva, tra cui i consiglieri comunali dei Verdi, che in un’interrogazione lugano_illuminata_di_notteal Municipio hanno sottolineato come l’agglomerato produca molto più inquinamento luminoso rispetto ad altre città come San Gallo o Berna.

Le argomentazioni sono varie, dai costi troppo elevati previsti per l’illuminazione nel 2017, circa 2 milioni, al fatto che l’inquinamento luminoso può avere effetti negativi sulla salute delle persone, sull’inquinamento e anche sulla sicurezza.

“Chiediamo alla città di Lugano di riflettere sulla problematica dell’inquinamento luminoso e tentare di capire quali interventi possono essere fatti per ridurlo, in base anche ai numerosi esempi virtuosi presenti in Svizzera”, ha affermato il consigliere comunale Nicola Schoenenberger.

Le Aziende industriali di Lugano (AIL) sostengono invece che l’illuminazione della città sia appena stata risanata, in modo da ridurne le emissioni, e che durante le ore notturne gli impianti pubblici hanno un flusso ridotto.

» RSI – Lugano è “troppo luminosa”

 

Interrogazione dei Verdi al Municipio di Lugano

lugano_03Interrogazione a dei Verdi al Municipio di Lugano

 

2017-02-13_2017-01-31_lugano_interrogazione_845Cartina dell’inquinamento luminoso, comparazione tra Lugano, Berna e San Gallo

L’ inquinamento luminoso corrisponde alla dispersione diretta di luce artificiale al di fuori delle zone a cui essa è espressamente dedicata. Si tratta di luminosità misurabile, dispersa verso il cielo e quindi sprecata, i cui costi energetici siamo chiamati a pagare. Oltre al danno economico, l’illuminazione eccessiva e sbagliata provoca anche danni alla salute e all’ambiente.
L’ inquinamento luminoso prodotto dall’agglomerazione di Lugano (151mila abitanti) è maggiore di quello dell’agglomerazione di Berna (410mila abitanti). San Gallo (165mila abitanti), che ha dimensioni comparabili a Lugano, produce molta meno luce diffusa della nostra Città e risparmia quindi cifre notevoli provocando meno danni. (v. allegato – carta geografica sovrapposta alla luminosità del cielo, misurata da terra).
È difficile immaginare che sussista un reale bisogno di maggiore illuminazione per le necessità delle persone, aziende o attività ticinesi, rispetto alle città d’oltralpe. È altresì difficilmente ipotizzabile che la conformazione del territorio, la cultura, i frontalieri o altre peculiarità nostre possano giustificare il maggiore consumo di energia elettrica per l’illuminazione. Le esperienze fatte in diverse città dimostrano che, diminuendo la dispersione superflua di luce, è possibile risparmiare oltre il 40% di energia per l’illuminazione e quindi anche operare importanti risparmi sulla bolletta dell’elettricità (pagata in gran parte dai contribuenti).
L’illuminazione notturna è importante, indispensabile per la nostra società. Ma l’illuminazione diventa inquinamento luminoso quando si illumina troppo e/o si illumina male.

Implicazioni per la SICUREZZA

L’illuminazione eccessiva e/o mal posizionata rappresenta – paradossalmente ma comprovatamente – un rischio per la sicurezza. La luce che abbaglia il conducente di un automezzo, invece di illuminare il campo stradale e eventuali pedoni e ciclisti, causa una maggiore incidenza di incidenti stradali. Strade, piazze e parchi gioco illuminati costantemente, permettono a criminali e vandali di agire con comodità e senza farsi notare. È stato dimostrato che strade residenziali con illuminazione tramite rilevatore di movimento sono meno soggette a furti e che gli atti di vandalismo in comparti urbani sono diminuiti quando è stata spenta o ridotta l’illuminazione. Infatti la sicurezza aumenta con accorgimenti mirati come i sensori di movimento.

Implicazioni per l’AMBIENTE

Le prime vittime dirette dell’inquinamento diretto sono innumerevoli specie animali e – anche se in minore misura – la vegetazione, soprattutto gli alberi urbani. Uccelli migratori possono perdere l’orientamento e aumentano gli schianti con edifici illuminati, la fauna urbana subisce effetti negativi sulla riproduzione e sull’equilibrio ormonale. I pipistrelli, voraci divoratori di zanzare, disertano le zone troppo illuminate. Un caso interessante è la qualità dell’acqua di fiumi e laghi. Dove le rive sono illuminate, vengono inibiti i micro-organismi che normalmente depurano l’acqua, e le acque tendono a diventare più torbide e sporche.

Implicazioni per la SALUTE

L’inquinamento luminoso può provocare alterazioni al bioritmo degli esseri umani. Il ritmo circadiano, definito dall’alternanza del ritmo biologico tra giorno e notte, può risultare disturbato, con conseguenti incidenze maggiori di depressione, diabete, obesità, depressione del sistema immunitario, insonnia e miopia precoce.
L’inquinamento luminoso comporta ripercussioni economiche, ecologiche, di sicurezza stradale, culturali (perdita della cultura legata al cielo e agli astri), scientifiche (impedimento di osservazioni astronomiche).

Ulteriori informazioni sono disponibili su: www.darksky.ch/ti/.

Chiediamo al Municipio:

  1. A quanto ammonta il costo annuo dell’energia elettrica per l’illuminazione pubblica del Comune?
  2. È in grado di quantificare o per lo meno descrivere i costi esterni (salute, sicurezza, ambiente) provocati dall’inquinamento luminoso sul territorio comunale?
  3. In che modo sta tenendo conto dell’inquinamento luminoso, quali misure sta prendendo, con quali tempistiche e costi? Quanto prevede di poter risparmiare applicando misure di mitigazione dell’inquinamento luminoso come ad esempio quelle adottate da diversi comuni argoviesi (che riducono l’illuminazione tra l’una di notte e le cinque di mattina)?
  4. Nello specifico: il Municipio sta preparando un regolamento (o ordinanza) che renda vincolanti le linee guida cantonali e la norma SIA 491?
  5. Il Municipio sarebbe disposto a realizzare un piano della luce cittadino, onde quantificare e descrivere il fenomeno dell’inquinamento luminoso in Città? Un tale piano potrebbe rientrare in una strategia di risanamento?
  6. La tecnologia LED permette importanti risparmi energetici. Tuttavia alcuni tipi di lampade non sono prive di controindicazioni. il Municipio è al corrente degli aspetti problematici della tecnologia LED (onde evitare interventi in buona fede ma basati su informazioni non approfondite)? Il Comune tiene conto dei problemi legati al colore della luce e LED con alta emissione di luce blu rispettivamente con temperatura di colore superiore ai 3’000 K?
  7. Oltre alle misure che il Comune può attuare sugli impianti di illuminazione propri, cosa può intraprendere per ridurre l’inquinamento luminoso da parte dei privati? Può e intende agire sulle vetrine illuminate tutta la notte, gli uffici, le facciate di palazzi e le pubblicità, almeno nei casi dove è evidente che la riduzione della luce non causa alcun danno all’azienda? In alternativa, sarebbe possibile applicare delle tariffe maggiorate per consumi che superano un ragionevole bisogno?

Ringraziando per le risposte, salutiamo cordialmente,
Consiglieri comunali
Melitta Jalkanen
Nicola Schoenenberger
Fausto “Gerri” Beretta Piccoli
I Verdi

31.1.2017 » “Interrogazione al Municipio di Lugano”

 

Libero pensiero – La Luce del divino Inquina

Le luci natalizie oggi hanno più aspetti in comune con Las Vegas rispetto al cosiddetto Santo Natale.

Chi, di notte (e non solo nel nostro Paese), si sposta sul territorio incontra numerose chiese, campanili, croci e altri simboli religiosi illuminati.
Per i credenti il dio è dappertutto, ma le varie comunità di fede devono comunque farsi notare e marcare presenza anche a distanza! Ne ho parlato con l’amico Stefano Klett, vice presidente svizzero e responsabile della sezione ticinese dell’associazione DARK-SKY Switzerland.
LP Stefano, cos’è DARK-SKY Switzerland?
DK DARK-SKY Switzerland, associazione costituita ai sensi dell’art. 60 e seguenti del Codice Civile Svizzero, è nata venti anni or sono con lo scopo di preservare l’oscurità naturale del ciclo notturno dall’inquinamento luminoso, cioè l’illuminazione artificiale del cielo notturno. L’intento è di fare interventi mirati ed efficienti sull’illuminazione esterna, sensibilizzando la popolazione e i politici su questo problema. La sezione ticinese esiste dal 2004 e collabora con la Società Astronomica Ticinese.
LP Come ti sei avvicinato a quest’associazione?
DK A livello amatoriale sono un appassionato dell’osservazione dell’universo e mi son reso conto delle sempre maggiori difficoltà nel praticare quest’attività a causa di troppa presenza di luce artificiale. La voglia di andare più a fondo nella ricerca di una soluzione del problema mi è stata data da un radiogiornale della Radio della Svizzera Italiana, trasmesso nell’ormai lontano 2002. Fra i temi trattati vi era quello del tentativo italiano di promulgare una legge contro l’inquinamento luminoso.
Mi ricordo bene, ancora con un certo sgomento, che il conduttore radiofonico introdusse l’argomento con: “Adesso ci occupiamo di una cosa curiosa” e terminò il servizio dicendo, “Ci mancherebbe che ci privassero delle decorazioni natalizie”.
Da quel momento ho deciso di dedicarmi sempre più all’argomento e non c’è voluto molto per capire che gli effetti dell’inquinamento luminoso vanno ben oltre alla difficoltà di un’osservazione astronomica.
Ci sono aspetti psicologici che fan sì che il non vedere l’universo, che circonda tutti noi, ci fa credere di essere più unici e importanti di quello che realmente siamo, cioè briciole nel cosmo.
Ma ci sono anche effetti molto più pratici e concreti come i problemi reali causati alla fauna e alla flora, i problemi comprovati alla salute pubblica (bisognerebbe leggere un recente annuncio fatto dall’American Medical Association sugli effetti negativi al nostro benessere dei LED freddi, ricchi di luce blu), i problemi di spreco energetico e di non rispetto della bellezza del paesaggio.
LP Cosa pensi delle illuminazioni notturne di edifici e altri oggetti religiosi?
DK Premetto che tutta l’illuminazione esterna è complice di un inquinamento luminoso: quella stradale (pubblica e privata), quella commerciale ed anche quella dei monumenti.
Anche per le chiese e gli altri simboli riferentesi alla religione penso che abbiamo assistito al “gioco” del chi illumina di più! Se la chiesa di un paese è illuminata, anche la parrocchia del Comune vicino decide di dar luce, magari con maggiore potenza, alla propria.
Non ho dati precisi, ma ritengo che sia una tendenza sicuramente in crescita.
Comunque si vigila in tal senso e mi permetto di citare un esempio nostrano in merito al rispetto del modus vivendi della fauna: in una chiesa del Bellinzonese, l’intervento di un’associazione per la tutela dei chirotteri (i pipistrelli) è riuscita a far spegnere un proiettore dell’edificio di culto che impediva l’entrata di questi animali nel loro rifugio, ormai naturale, situato nel campanile.
Gli altri simboli, come per esempio le croci negli abitati o sulle montagne, sono iper-illuminati grazie anche alla relativamente nuova tecnologia LED.
Per non parlare poi dell’illuminazione natalizia che, mi chiedo sempre, cosa abbia a che fare con la festività! Penso che un cattolico dovrebbe sentirsi offeso nel vedere commercializzata una festa con tutt’altro significato.
Le luci natalizie oggi hanno più aspetti in comune con una Las Vegas rispetto a quello che è chiamato il Santo Natale.
LP V’è differenza nell’abuso di luci sul territorio nazionale?
DK In generale abbiamo rilevato che la situazione dell’inquinamento luminoso a sud delle Alpi è ben peggiore che al nord: se confrontiamo l’agglomerato LA LUCE DEL DIVINO INQUINA di giovanni barella LE LUCI NATALIZIE OGGI HANNO PIÙ ASPETTI IN COMUNE CON LAS VEGAS RISPETTO AL COSIDDETTO SANTO NATALE.
Libero Pensiero 01– 02 – 03 — 2017 di Berna, costituito da 411 mila abitanti, con quello di Lugano, di 151 mila abitanti, vediamo che la macchia dell’inquinamento luminoso provocata da Lugano è superiore a quella di Berna.
E l’illuminazione di San Gallo, con 166 mila abitanti, produce una macchia inferiore a quella di Locarno, con solo 55.5 mila abitanti.
Fuori dai confini nazionali, per esempio in Francia, ci sono delle cittadine che hanno capito una semplice equazione: riducendo l’illuminazione notturna adagio adagio sono diminuiti anche i rumori molesti.
LP Dark-Sky cosa fa per, se non proprio eliminare, almeno limitare queste esagerazioni?
DK Spesso i cittadini ci segnalano degli abusi e noi li aiutiamo, tramite la nostra consulenza, a rendere attenti i Municipi sulla necessità del rispetto di 5 punti fondamentali, definiti dalla norma 491 della Società svizzera degli Ingegneri e Architetti, e cioè:
  1. Necessità: illuminare solo ciò che è necessario illuminare.
  2. Orientamento: dirigere la luce verso il basso.
  3. Controllo direzione luce: controllo preciso con una schermatura.
  4. Luminosità: illuminare gli oggetti solo con la luminosità minima necessaria.
  5. Regolazione della luce: rispettare il periodo di quiete notturna attraverso lo spegnimento o l’utilizzo di sensori di movimento.
Se gli Esecutivi non danno riscontro positivo, supportiamo il cittadino che desidera rivolgersi ad un’istanza superiore: il Consiglio di Stato e, se il caso, il Tribunale federale.
Purtroppo, e non raramente, contro una decisione negativa del Municipio necessita un ricorso al TF, il quale da ragione a chi vuole limitare l’illuminazione, semplicemente perché le norme già ci sono, anche se poco applicate.
LP Cosa siete riusciti ad ottenere finora?
DK Grazie al nostro lavoro il Tribunale federale, con sentenza del 2012, ha sancito che l’intensità di luce di una stazione FFS deve essere adattata ai bisogni reali con luce confinata dove c’è bisogno, mentre con una sentenza del 2013 ha stabilito che l’illuminazione natalizia deve essere spenta entro le 22.00, con eccezione dalla prima settimana dell’Avvento fino al 6 di gennaio, periodo durante il quale può rimanere accesa fino alle ore 01.00.
Venerdì 18 novembre scorso abbiamo invece ricevuto la risposta all’opposizione che Dark-Sky Switzerland ha fatto in merito all’illuminazione della chiesa di Porza: il Comune ha deciso comunque di illuminare l’edificio religioso, ma nel rispetto dalle condizioni emanate dal Dipartimento del Territorio ticinese.
In pratica con un impianto schermato, con intensità d’illuminazione limitata al minimo indispensabile, nel periodo che va dall’imbrunire alle ore 22.00 e dalle ore 06.00 all’alba, senza possibilità di luci artificiali decorative sul terreno, com’era previsto da progetto originale.
Inoltre ricordo anche che nel 2005 abbiamo ottenuto dall’Ufficio federale dell’Ambiente la pubblicazione delle “Raccomandazioni per la prevenzione delle emissioni luminose”; nel 2007, da parte del Canton Ticino, la pubblicazione delle “Linee guida per la prevenzione dell’inquinamento luminoso”; nel 2013, da parte della SIA, società citata prima, la norma 491 “Prevenzione delle emissioni di luce esterne inutili”.
Vanno ricordate anche diverse Ordinanze comunali a tutela di “una notte il più possibile naturale”: cito i Comuni di Coldrerio, Morbio Inferiore, Mendrisio, Caslano, Taverne-Torricella, Sant’Antonino, Arbedo- Castione, Lumino e Biasca.
LP E non sarebbe male che altri grandi Comuni, per esempio come Lugano, che già hai citato, si adeguassero a principi più naturali.
L’attività che svolge l’associazione che rappresenti è indubbiamente interessante e a beneficio di una vita meno frenetica.
Dove e a chi rivolgersi se si volesse partecipare a questa crociata per una luce di qualità?
DK Indubbiamente sarebbe di buon auspicio un numero di aderenti superiore, semplicemente poiché “più si è, più si ottiene”. Gli interessati possono prendere contatto con me scrivendo a ti@nulldarksky.ch.
Grazie Stefano per la piacevole chiacchierata, che termino parafrasando un detto di Robert Ingersoll (1833-1899), avvocato e veterano della guerra civile americana, leader politico e famoso oratore durante l’età dell’oro, soprannominato “il grande agnostico”: ciò che non sappiamo della Natura è grazie ad un Dio troppo illuminato. LP
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Area – La luce che inquina

Spesso ancora sottovalutato, l’inquinamento luminoso produce È oramai tradizione decorare case, strade e viottoli con luci di ogni sorta in occasione delle festività natalizie. Se fosse stato così quando nacque il bambin Gesù i re magi avrebbero avuto qualche difficoltà a scorgere e seguire la stella cometa.

Arriva il Natale e le buie serate invernali si accendono di luci e lucine di ogni sorta, colore e forma.

Luci che scaldano i cuori, luci che fanno sorridere i bimbi, luci che piacciono e che non piacciono, decorazioni discrete o pacchiane: ce n’è per tutti i gusti.

Se un tempo la preoccupazione maggiore di chi illuminava il proprio Natale era il costo dovuto al consumo energetico, oggi con le lampadine Led si consuma più corrente accendendo il forno per far cuocere il tacchino natalizio che lasciando acceso l’albero per due settimane.
Un’innovazione di per sé positiva, ma che ha il suo rovescio della medaglia, come spiega Stefano Klett, vicepresidente di Dark-Sky Svizzera e coordinatore della sezione Ticino: «Visto il basso consumo dell’illuminazione Led, spesso si è spinti ad illuminare di più, e non solo a Natale.

Sempre più spesso, infatti, i comuni sostituiscono i vecchi lampioni con dei Led a luce fredda, un tipo di luce a bassa frequenza che si disperde molto più facilmente nell’atmosfera, creando maggior inquinamento luminoso».

Ebbene sì, anche la luce inquina poiché può avere effetti negativi su flora, fauna e esseri umani.

L’inquinamento luminoso è dato dalla luce artificiale che si disperde verso l’ambiente circostante e verso il cielo, ed è facilmente osservabile: guardando a distanza una città, questa appare sovrastata da un alone di luce, un effetto della dispersione nel cielo dell’illuminazione urbana.

Quali sono le conseguenze? Non si vedono più le stelle, il ciclo naturale notte giorno di piante e animali viene alterato, con ricadute sul loro sviluppo (la fotosintesi clorofilliana viene sconquassata), il loro comportamento e le loro abitudini (disturba la migrazione, la nidificazione e la riproduzione, riduce il territorio di caccia e l’offerta di cibo).

Illuminare la notte ha effetti negativi anche sugli esseri umani, sia dal punto di vista psicologico che fisiologico, influendo sul ritmo sonno-veglia, sulla produzione di melatonina (ormone necessario per la difesa immunitaria) e creando disturbi del sonno a causa della luce intrusiva che penetra nelle case.

Insomma: spegnere il buio può dare una sensazione rassicurante, ma non è una buona cosa.

«Quello delle illuminazioni decorative natalizie non lo ritengo un gran problema – prosegue Klett – poiché si tratta di un fenomeno limitato nel tempo e regolamentato dalla norma Sia 491, che prevede lo spegnimento delle luci decorative alle 22.

Inoltre, una sentenza del Tribunale federale conferma la norma Sia, estendendo però l’orario fino alla una di notte nel periodo che va dal 10 dicembre al 6 gennaio».

Spegnimento delle luci natalizie alla una di notte? «Sì, in effetti non esiste un ente che controlla e spesso le luci restano accese anche tutta la notte, ma i cittadini che dovessero essere infastiditi da luci accese oltre l’orario previsto (non solo quelle natalizie e non solo in questo periodo dell’anno – ndr) possono far valere le loro ragioni presso il Comune o eventualmente il Cantone », spiega il coordinatore di Dark-Sky, secondo il quale però «Il vero problema sono le illuminazioni notturne che durano tutto l’anno e che hanno conseguenze sull’ecosistema, sulla salute delle persone, sul paesaggio e sulla possibilità di vedere le stelle.

A livello svizzero sono stati fatti dei passi avanti contro l’inquinamento luminoso, in Ticino invece resta ancora molto da fare, anche a livello di Comuni: basti pensare al recente annuncio di Locarno che, proclamandosi comune dell’energia, vuole sostituire tutta l’illuminazione con i Led, cosa che peggiorerebbe la situazione disperdendo ulteriore luce.

Il problema dei Led, oltre che spingere ad illuminare di più per il loro bassissimo consumo energetico, è che hanno un maggiore impatto a livello di inquinamento luminoso.

È stato calcolato che se tutte le luci artificiali del pianeta fossero sostituite con Led freddi il grado di luminescenza del cielo notturno sarebbe più che raddoppiato».

Cosa possiamo fare noi comuni cittadini, nel nostro piccolo, per limitare l’inquinamento luminoso? Innanzitutto valutare la necessità: perché e cosa voglio illuminare? Poi illuminare sempre dall’alto verso il basso e schermare la luce in modo che illumini solo dove necessario, evitando inutili dispersioni di luce verso il cielo o l’ambiente circostante (con relativa inutile dispersione di energia), scegliere dei led caldi piuttosto che quelli freddi e, ad un certo orario, spegnere la fonte luminosa o mettere dei sensori di movimento che fanno sì che si accenda solo se passa qualcuno.

Più luce non significa più sicurezza

Molti impianti di illuminazione esterna hanno lo scopo di aumentare la sicurezza

Le persone e gli oggetti possono essere identificati più facilmente, gli eventuali pericoli vengono riconosciuti per tempo e i reati evitati grazie alla luce accesa improvvisamente da sensori a raggi infrarossi

Tuttavia, la certezza di vederci bene comporta a volte una maggiore disponibilità ad esporsi a rischi, e il comportamento non è più adeguato alla situazione notturna

Anche la doppia illuminazione delle facciate con lampioni e impianti di illuminazione oppure l’illuminazione di molte strade ed edifici tra le 2 e le 5 non forniscono sempre una maggiore sicurezza

(da «Prevenzione delle emissioni luminose Raccomandazioni», a cura dell’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio, 2005).

veronica.galster@nullareaonline.ch

» area primo piano (pdf)

 

Radio3i – Quando più che natale sembra…carnevale! Dark-Sky prosegue la sua battaglia all’inquinamento luminoso

Il problema non riguarda soltanto il periodo natalizio. Ci sono sempre più luci e sempre più potenti. Un tasto dolente per l’ambiente e anche per la salute.

2016-12-15_radio3iiiIl dibattito si è riaperto proprio nel periodo in cui molti si sbizzarriscono con le luci di Natale.
In generale possiamo dire che ci sono alcune regole da rispettare, soprattutto per non infastidire il vicinato.
Di questo e altro ne abbiamo parlato con Stefano Klett di Dark-Sky sezione Ticino.

20minuti – Luminarie: c’è chi ne vuole di meno

LUGANO: Luminarie mai così a buon mercato.

e_luci_di_ascona-_tipressI ticinesi quest’anno oceanospenderanno 860mila franchi in tutto per le bollette natalizie, secondo SvizzeraEnergia. Meno della metà rispetto al 2010.
Il merito? «È delle luci al Led, che consumano di meno» spiega l’esperto. Attenzione però all’inquinamento luminoso.

L’associazione Dark-Sky avverte: «In rapporto agli abitanti, il Ticino è il Cantone più illuminato di notte». E chiede ai Comuni più controlli.
Il Ticino si illumina per il Natale, si sbizzarrisce, scatta la competizione fra vicini di casa, e su tio.ch parte oggi la gara a chi scova le luminarie più grandi, più colorate, più strane (inviateci le vostre foto a cronaca@nulltio.ch, le pubblicheremo).

Per ora, il premio per la decorazione più curiosa se lo aggiudica il club Oceano di Grancia: immagini della facciata del noto locale a luci rosse con luminarie “in versione sexy” stanno facendo il giro del web.
Un «doppio senso divertente » che, spiega la direzione, «non ha creato fi nora alcun problema alle famiglie» e nemmeno agli automobilisti della vicina A2: «In ogni caso abbiamo tutte le autorizzazioni » precisano i titolari.

Non tutti possono permettersi un impianto del genere, chiaro.
Ma i ticinesi si danno da fare. Spendono di meno e illuminano di più: se nel 2010 i consumi di energia per decorazioni natalizie nel nostro Cantone erano stati di 2 milioni di franchi, quest’anno la cifra scenderà a 860mila franchi se- «Tante luci, pochi controlli» condo una stima elaborata per tio.ch-20minuti da SvizzeraEnergia. Meno della metà.

«Merito della diffusione delle luci Led, che consumano di meno» spiega l’esperto della Supsi Nerio Cereghetti. La luminosità pre-natalizia, però, non piace a tutti. Anche in Ticino non è mancato chi, nei giorni scorsi, si è rivolto al Dipartimento del territorio per informarsi sulle restrizioni previste dalla legge. Nessun reclamo né cause legali (finora).
«Trattandosi di impianti temporanei, è facile immaginare soluzioni di compromesso soddisfacenti sia per il reclamante che per il proprietario della luminaria » spiega Sergio Kraschitz dell’Uffcio della prevenzione dei rumori.

Basta rispettare gli orari consentiti: dalla 1 di notte alle 6 del mattino luci spente, lo impone una legge federale anche se «purtroppo quasi nessuno controlla che venga rispettata» fa notare Stefano Klett di Dark-Sky Switzerland, sezione Ticino.

L’associazione, che da sempre si batte contro l’inquinamento luminoso, lunedì ha scritto al Municipio di Melide per protestare contro l’accensione di un mega- faro sulla pista di Melide Ice.

«I Comuni dovrebbero vigilare sull’osservanza delle regole, ma sul tema c’è ancora poca sensibilità» continua Klett.
«Siamo di gran lunga il Cantone più illuminato della Svizzera in rapporto agli abitanti.
È questione di mentalità. Nessuno vuole rovinare il Natale, ma attenti ad esagerare».

DAVIDE ILLARIETTI

» 20minuti (pdf)