Risposta a Interrogazione: Illuminazione inopportuna al Motto della Croce

stemmati_09Il Gran Consiglio risponde negativamente all’interrogazione riguardante l’immuminazione presso il Motto della Croce. citando “L’Autorità cantonale, nel limite del possibile, ha tenuto conto delle direttive emesse dall’Ufficio federale dell’ambiente.” Purtroppo attualmente non esistono delle direttive precise a riguardo.

Risposta a Interrogazione


numero Interrogazione r129.06
numero della risoluzione 590
data della risoluzione 6 febbraio 2007
Interrogazione presentata da Francesco Cavalli


Illuminazione inopportuna al Motto della Croce

Signor dputato,

rispondiamo qui si seguito ai quesiti posti nella sua interrogazione del 6 giugno 2006.

1. Per l’impianto del Motto della Croce è stata concessa un’autorizzazione cantonale? Quando e in che termini? Si è tenuto conto delle raccomandazioni dell’Ufficio federale dell’ambiente?

L’impianto in esame è stato approvato nell’ambito della procedura edilizia iniziata dal Patriziato di Daro. Gli aspetti pianificatori ed ambientali sono stati valutati dai competenti servizi cantonali preposti all’applicazione della legislazione cantonale e federale. La licenza edilizia comunale è stata rilasciata in data 31 marzo 2006 sulla scorta dell’avviso cantonale no 52236 del 21 marzo 2006. L’Autorità cantonale, nel limite del possibile, ha tenuto conto delle direttive emesse dall’Ufficio federale dell’ambiente. Il tipo di illuminazione prevista (lampade al sodio) è compatibile con quanto prescritto dalle citate direttive.

2. Come mai per impianti di questo genere le concessioni sono date con tanta facilità, senza mai tenere minimamente in considerazione anche il problema dell’inquinamento luminoso?

Si rileva che le direttive federali, entrate in vigore nel 2005, non hanno carattere vincolante. Il Dipartimento del territorio, sensibile alla problematica, ha recentemente istituito un gruppo di lavoro alfine di dotarsi a breve di normative cantonali specifiche, onde trovare un’adeguata soluzione alla tematica oggetto dell’interrogazione.

Per il momento le richieste presentate verranno valutate sulla scorta delle direttive federali.

Voglia gradire, signor deputato, l’espressione della nostra stima.

PER IL CONSIGLIO DI STATO
Il Presidente: Il Cancelliere:
L. Pedrazzini G. Gianella

 

CdT – La SAT: quello di Coldrerio è un esempio da seguire

La Società astronomica ticinese plaude alla decisione del Municipio di Coldrerio di bandire le emissioni luminose non necessarie tra le 24 e le 6 del mattino

Chi ha gli occhi puntati al firmamento per sondarne il fascino misterioso, non poteva che rallegrarsi della messa al bando di sorgenti luminose artificiali che rendono difficoltosa l’osservazione degli astri e della volta celeste. Così, all’indomani della pubblicazione dell’ordinanza con cui l’esecutivo di Coldrerio ha messo al bando la posa di skybeamer, fasci di luce fissi o roteanti rivolti verso l’alto, imponendo lo spegnimento notturno di illuminazioni ed insegne pubblicitarie, la SAT in un comunicato esprime «la propria soddisfazione per la decisione del Municipio di Coldrerio. Il Municipio ha raccolto lo spirito delle raccomandazioni dell’ Ufficio federale dell’ambiente. La speranza della SAT è che la scelta di Coldrerio sia un esempio per molti altri Comuni del Cantone». Anche perché, continua lo scritto, «purtroppo spesso si illumina troppo e si illumina male, dove non serve, ossia verso l’alto. Il risultato è la perdita della possibilità di godere dello spettacolo del firmamento, che ormai dai nostri agglomerati urbani è quasi scomparso.

Inoltre, se le ragioni di tipo culturale e scientifico non fossero sufficienti, basterà ricordare lo spreco di energia e i danni all’ambiente che l’inquinamento luminoso provoca». Quindi, conclude la SAT, pur in mancanza di un quadro normativo, ben vengano provvedimenti improntati al buonsenso come quello adottato a Coldrerio.

» 2007-02-02 – Corriere del Ticino (pdf)

 

LaRegione – Lotta allo smog luminoso: ‘Coldrerio sia un esempio’

beamer_03Società astronomica ticinese soddisfatta per la recente ordinanza municipale

La decisione presa da Coldrerio sia ora un esempio « per molti altri comuni del Cantone ». L’auspicio è della Società astronomica ticinese (Sat) dopo aver preso atto con « soddisfazione » del passo compiuto nei giorni scorsi dal Municipio sottocenerino: il varo di un’ordinanza che disciplina l’uso delle luci artificiali esterne e che fra l’altro proibisce le emissioni luminose notturne non necessarie fra le 24 e le 6 (vedi anche ‘laRegioneTicino’ del 31 gennaio, pagina 23).

Coldrerio, primo comune in Ticino a dotarsi di una regolamentazione per arginare l’inquinamento luminoso, « ha raccolto e correttamente interpretato lo spirito delle raccomandazioni dell’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam) », sottolinea la Società astronomica in un comunicato. Da tempo la Sat (e con essa la sezione ticinese dell’associazione Dark Sky) si batte contro l’inquinamento luminoso, che soprattutto a basse quote impedisce o ostacola fortemente la visione del cielo notturno. Ma lo smog luminoso vuol dire anche spreco energetico. Rileva la Sat: « Purtroppo spesso si illumina troppo e si illumina male, dove non serve, ossia verso l’alto. Il risultato è la perdita della possibilità di godere dello spettacolo del firmamento, che ormai dai nostri agglomerati urbani è quasi scomparso. Inoltre, se le ragioni di tipo culturale e scientifico non fossero sufficienti, basterà ricordare lo spreco di energia e i danni all’ambiente che l’inquinamento luminoso provoca. Perciò, in mancanza di un quadro legislativo chiaro e vincolante, ogni decisione istituzionale che contrasti questa peculiare forma di inquinamento e sensibilizzi la popolazione sul problema merita il
nostro plauso ».

STEFANO

» 2007-02-02 – LaRegione (pdf)